|
Marcialla (quasi Marci Aula). Altitudine 392
m (riva sinistra) – All’inizio della collina
Tavarnelle-Montespertoli, tra il Vergignolo che ne lambisce
le falde orientali e più ruscelli fluenti all’Agliena
dalle spalle volte a ponente e a libeccio della collina
stessa, siede questa terra che diede il titolo al popolo
di S. Maria presso il distrutto castello di Pogna, nel piviere
di S. Pietro in Bossolo.
Appartiene al comune di Barberino Valdelsa dal capoluogo
del quale è discosta circa chilom. 4,500 a borea-maestro.
Sulla cima del poggio di marna conchiglifera, tutt’intorno
frastagliato da balse e scoscendimenti, su cui sorge oggi
Marcialla è da dubitarsi fosse il castello di Pogna,
disfatto dai Fiorentini nel 1184; trovandosi costassù
un gran piazzale per accedere al quale bisogna salire da
ogni lato, e che domina perciò la contrada. La chiesa
è contornata di case, forse piantate sulle fondamenta
del distrutto castello; e da questa corona di primitivi
edifizi dovè prender le mosse ogni successivo incremento
dell’abitato. Che fina da quando esisteva il castello
di Pogna la chiesa parrocchiale di S. Maria fosse quella
stessa che prese in seguito il titolo di Marcialla, lo provano
più istrumenti autografi.
Nel 13 luglio 1390, nel testamento fatto nel popolo di S.
Martino a Majano, Monna Masa del fu Tano da Sancasciano,
vedova di Piero di Gerino del popolo di S. Maria a Pogna,
tra vari pii legati ne lasciò uno perché si
celebrassero due messe per settimana dai frati Agostiniani
Romitani di Marcialla nella loro chiesa di S. Maria. Che
poi questa chiesa parrocchiale fosse servita dai frati del
convento, ora canonica, annesso, lo dichiarano altre pergamene
di quei Romitani, riunitasi poi ai loro confratelli nel
convento di S. Lorenzo in Poggibonsi. |
Dopo
il 1408 non si trovano più documenti che trattino del
convento dei Romitani di Marcialla; talchè tale riunione
può risalire ai principi del sec. XV.
Le fortificazioni di Marcialla furono ordinate dalla repubblica
di Firenze nel 1382. La deliberazione relativa fu presa il
24 aprile di quell’anno, come è manifesto per
ricordo esistente nella Filza n. 73 delle provvisioni, (Archivio
delle Riformazioni) pubblicato dal Gaye. Questa determinazione
dovè essere dettata alla Signoria da un recente disastro.
Nel gennaio 1381 infatti, la Compagnia del conte Alberigo
da Barbiano venendo d’Arezzo entrò nel contado
di Firenze.
A Marcialla, e più che altro nelle rovine di Pogna,
furono trovati dei sepolcri ipogei etruschi di terre cotte
dipinte e di panchina lavorata a bassi rilievi.
|
|